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È universalmente considerato uno dei maggiori portafortuna, un potente amuleto capace di preservare dalla cattiva sorte e dalle vibrazioni negative. Legato da un punto di vista prettamente pratico ai cavalli – per sostenere gli zoccoli e dunque salvaguardarli dal contatto con alcuni materiali, quali l’asfalto – il ferro di cavallo è da tempo adoperato per favorire ed attirare energie positive, acquistando così un significato extrasensoriale.

In base alla tradizione comune, un ferro di cavallo appeso alla porta con le estremità rivolte verso l’alto porterà fortuna, appeso invece con le estremità rivolte verso il basso attirerà la cattiva sorte. Toccarlo garantirà buoni auspici e ricchezza: attenzione, non dovrà essere nuovo, ma appartenuto al quadrupede e da quest’ultimo perso. Porterà fortuna un ferro di cavallo ricevuto in dono, fornito di chiodi, meglio se dispari, ed anche il numero di fori circondanti il ferro, se consistente, sarà di buon augurio. Toccare ferro difenderà dalla iella, e, più in generale, aiuterà chi si sente in pericolo; ciò anche alla luce della considerazione che i ferri di cavallo venivano forgiati dai maniscalchi, in “collegamento” con gli dei del fuoco, in grado di proteggere dalle sventure dispensando salute e forza, in battaglia come nella vita.

Il ferro di cavallo: origini del portafortuna

Come anticipato nel precedente paragrafo, il ferro di cavallo è ritenuto universalmente uno dei maggiori portafortuna, in grado di propiziare energie positive allontanando quelle negative. Ma come è nata questa “associazione”?

Da principio, il ferro di cavallo fu considerato un portafortuna in virtù della sua somiglianza alla mezzaluna, il simbolo di Iside, la più importante divinità femminile dell’antico Egitto. Per i Cinesi, invece, l’oggetto in questione presenta un’affinità con il corpo curvato di Nagendra, il serpente sacro, e per i Turchi ricorda la mezzaluna.

La fortuna attribuita al ferro di cavallo ha anche un’origine militare: nell’esercito romano le truppe marciavano a piedi e solamente gli ufficiali andavano a cavallo, per cui la perdita di un ferro da zoccolo comportava una sosta, con conseguente riposo per le truppe. Il sottrarre o il trovare un ferro di cavallo era così diventato un gioco tra i soldati, un gioco che vedeva il più fortunato in colui che ne reperiva il numero maggiore.

La tradizione che vuole il ferro di cavallo un potente amuleto affonda le sue radici anche nei tempi in cui gli uomini erano divisi in nobili cavalieri e poveri contadini. Questi ultimi, nel vedere sfrecciare i primi, avvolti nei loro meravigliosi mantelli, speravano che qualche cavallo perdesse un ferro. In questo modo, i cavalieri stessi, costretti a fermarsi, avrebbero elargito ai contadini qualche moneta, in cambio dell’aiuto ricevuto. Da ciò trae origine la considerazione che vede nel ferro di cavallo un portafortuna solo se trovato per strada e poi appeso alla porta della propria abitazione.

In relazione al ferro di cavallo va poi citata la leggenda di Saint Dunstan: in Inghilterra, un fabbro divenuto nell’anno 959 arcivescovo di Canterbury, inchiodò un ferro di cavallo allo zoccolo del diavolo mentre gli era stato domandato di ferrare il suo cavallo. Il diavolo ottenne la liberazione solo quando promise di non entrare più in un luogo difeso da un ferro di cavallo appeso alla porta.

Tatuaggio del ferro di cavallo: significato

Fortuna, potenza, magia, vittoria, sono i significati attribuiti al tatuaggio del ferro di cavallo, ed il successo ed il trionfo acquistano maggiore intensità se riferiti ai tatuaggi di corse di cavalli, scommesse o giochi d’azzardo.

Un tatuaggio con un ferro di cavallo le cui estremità sono rivolte verso l’alto simboleggerà buona sorte e protezione. Al riguardo antiche leggende vedono la fortuna “raccolta” internamente alla curva del ferro di cavallo stesso, laddove invece le estremità rivolte verso il basso fanno dissolvere la fortuna, attirando negatività. Un ferro di cavallo tatuato, tuttavia, attirerà buoni auspici anche con le estremità puntanti verso il basso, perché simboleggiante la luna crescente. Sia i Celti che altri popoli europei, infatti, erano soliti associare i cavalli ed i ferri di cavallo al simbolismo lunare, vedendo in essi l’emblema della magia, del mistero, e del viaggio onirico.

Diversamente dagli altri disegni, il ferro di cavallo è generalmente accompagnato da oggetti, quali stelle, carte o quadrifogli, “collocati” nello spazio vuoto – quello tra le due estremità – del ferro di cavallo stesso. In altri casi, invece, si preferisce riempire detto spazio vuoto con ritratti, adoperando il ferro di cavallo come una sorta di cornice.