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Lo siamo un po’ tutti, chi più, chi meno: superstiziosi, scaramantici, attenti a compiere determinati gesti per propiziare la buona sorte, e a non compierne altri per inimicarcela. Anche indossare ciondoli portafortuna rientra nelle “pratiche consigliate”, ed infatti sin dai tempi antichi talismani ed amuleti venivano adoperati per attirare eventi favorevoli. Questa tradizione si è perpetrata nel tempo, superando i secoli e le culture e continuando a suscitare un indubbio fascino e a trasmettere positività. Altre volte, invece, i ciondoli portafortuna sono così belli da indossare che quasi ci si convince che possano influire sul proprio percorso, aiutando a “svoltare”, a cambiare direzione, in meglio.

Così come gli oggetti, anche gli animali hanno sempre rivestito un ruolo determinante per l’essere umano, ed infatti ancor oggi, nella cultura popolare, esistono ataviche credenze ad essi legate: se da un lato determinati animali recano fortuna a chi li incontra sul proprio cammino, li tocca o se ne prende cura, dall’altro far loro del male, o ucciderli, è causa di sventura, di conseguenze negative.

Con il trascorrere del tempo, ovviamente, la superstizione si è arricchita di luoghi comuni, ed ha attinto a miti e leggende sino ad arrivare ai giorni nostri con un “bagaglio” di tutto rispetto. In alcune culture, poi, determinati animali sono ritenuti veri e propri portafortuna naturali, perché osservati dagli avi nella loro vita allo stato selvatico, ed apprezzati nelle loro caratteristiche di intelligenza, capacità di fuga, intraprendenza. Nei paragrafi che seguono, illustreremo i principali animali portafortuna, ed i simboli e significati ad essi correlati.

Coccinella

Da sempre simbolo di buona sorte, è l’animale portafortuna per eccellenza. Nell’antichità era un buon segno trovare una coccinella in giardino perché essa limitava la presenza degli afidi, di cui l’insetto si nutre, ed ancor oggi la coccinella viene adoperata quale alternativa biologica per combattere svariati parassiti nocivi per piante e fiori.

Nella cultura asiatica, questo animale portafortuna è anche simbolo d’amore: se catturata, infatti, dovrebbe raggiungere la persona amata sussurrando al suo orecchio il nome del “mittente”. In Occidente, invece, una volta che si cattura un coccinella, si esprime un desiderio prima di lasciarla andare. Una piccola curiosità: il numero dei puntini sul guscio starebbe ad indicare i mesi da attendere perché il proprio desiderio si realizzi.

Tartaruga

È simbolo di immortalità, dal momento che è uno degli esseri viventi più antichi della Terra, ed è considerata da diverse popolazioni l’incarnazione della Grande Madre, colei che è presente da sempre. La tartaruga esprime la stabilità della terra entrata in contatto con il potere del cielo, ma è anche emblema di saggezza, intesa come tempo per riflettere, per prendere la giusta decisione, quella adeguatamente ponderata e vagliata.

Questo animale infatti, con il suo essere testardo e paziente, è un invito ad adoperare la calma, a “fermarsi”, perché raggiungere un obiettivo non richiede necessariamente celerità, il “correre” ad ogni costo: osservarla è una vera lezione di vita.

Pipistrello

Tra gli animali portafortuna troviamo il pipistrello, considerato nella cultura cinese un simbolo di buon augurio, di vita lunga e felice. I Cinesi sono soliti indossare talismani con l’ideogramma stilizzato di questo animale, o appendere ciondoli con la stessa immagine nella propria abitazione o azienda per ricevere protezione e per attrarre gioia e fortuna.

Rana

In parecchie culture la rana era considerata un animale in grado di portare ricchezza e prosperità, difatti veniva avvistata solo quando usciva per accoppiarsi, cioè quando pioveva. La pioggia era un avvenimento raro e molto importante, perché rendeva abbondanti i raccolti, arricchendo di conseguenza i contadini. Per tal motivo scorgere una rana era considerata un segno di buona fortuna, un evento positivo.

Elefante

Nella tradizione buddista ed in quella indù è simbolo di pazienza e di saggezza, mentre in quella cristiana è emblema di castità e temperanza. Altre caratteristiche che gli si attribuiscono sono quelle della forza, della buona salute, dell’intelligenza e della memoria eccezionale. Tra gli animali portafortuna l’elefante è senza dubbio considerato un segno di buona sorte, purché la proboscide sia rivolta in alto e verso una finestra della propria abitazione.

Orso

Nelle piccole tribù di nativi americani, sia della Siberia che dell’Alaska, l’orso era ritenuto un simbolo di buona sorte, anche perché la sua carne avrebbe sfamato in intero villaggio, e dunque catturarne un esemplare sarebbe stato un vero e proprio colpo di fortuna.

Nella tradizione scandinava, invece, questo animale è una personificazione del Dio Odino.

Gufo

Spesso collegato al mondo della magia in quanto animale notturno, e dunque da temere, il gufo in alcune culture incarna tuttavia valori positivi, quali sapienza, intelligenza, intuizione.

Nell’antica Grecia la civetta simboleggiava Atena, dea della saggezza, un simbolo, questo, il cui significato va ricercato nella vita notturna di questo animale: come la civetta vede nell’oscurità, così il saggio cerca di “addentrarsi” nell’ignoranza umana.

Geco

Tra gli animali portafortuna, il geco è l’emblema della versatilità e dell’adattabilità, della capacità di andare sempre avanti nonostante gli ostacoli sul proprio cammino. È anche simbolo di salute, amicizia eterna e protezione, dunque regalare un ciondolo a forma di geco indica senza dubbio il desiderio che il destinatario di tale dono goda sempre di buona salute.

Coniglio

Oltre che simbolo di fertilità, di augurio per una famiglia numerosa, il coniglio è considerato un buon portafortuna grazie alla velocità con cui sfugge ad un pericolo: una volta resosi conto di un rischio imminente, riesce infatti sempre a mettersi in salvo.

Assai ricca di riferimenti al coniglio è la mitologia dei nativi americani: le carni di questo animale erano bandite in determinati luoghi poiché si credeva che i guerrieri potessero risentire della sua timidezza, mentre le pelli erano largamente adoperate per la produzione di amuleti e ornamenti. Questi ultimi venivano poi applicati sugli strumenti di caccia poiché si riteneva rendessero le frecce più celeri e i guerrieri più astuti.

Diverse leggende, inoltre, narrano della superiorità e della furbizia del coniglio, e di come simboleggiasse la Luna ed avesse combattuto, vincendoli,  minacciosi nemici, come rapaci notturni e orsi.